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Morte come individualità


Philippe Ariès, storico francese nel suo saggio: “Storia della morte in occidente” ci dà una visione della morte affrontata negli ultimi 1.000 anni.

Nel testo, Philippe dice che I cimiteri sono musei viventi della biografia personale, dell’iscrizione e del ritratto.
Il saggio è diviso in capitoli dove l'autore parla di morte di sé e della morte dell’altro e ragiona sull’atteggiamento basato sulle relazioni e le variazioni della coscienza dell’Io e del Tu, il senso del destino individuale o del grande destino collettivo.
Un'osservazione che lo storico ha trovato è appunto la relazione tra la morte e la propria biografia.

"Si crede che ogni uomo riveda tutta quanta la sua vita al momento di morire e che il suo atteggiamento in quell’attimo darà alla sua biografia un senso definitivo, una conclusione. La morte è diventata il luogo in cui l’uomo ha preso coscienza migliore di se stesso.
Nello specchio della morte, ogni uomo riscopriva il segreto dell’individualità"

Philippe Ariès
Cimitero Comunale della Città di Bollate (MI)
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